Museo Opificio Rubboli: la cattedrale dei fumi e dell'oro

16 Via Giuseppe Discepoli Gualdo Tadino


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo, Maurizio Tittarelli Rubboli e del Museo Opificio Rubboli

Negli antichi locali della manifattura ottocentesca di Gualdo Tadino, il percorso museale svela i segreti tecnici e i capolavori della ceramica a lustro.

Il Museo Opificio Rubboli occupa la sede storica dove, a partire dal 1873, Paolo Rubboli stabilì la sua produzione di ceramiche d'arte. In questo luogo, il percorso espositivo si snoda attraverso cinque sale che conservano intatto il fascino dell'archeologia industriale. Qui l'elemento centrale è costituito dai monumentali forni a muffola del XIX secolo, strutture imponenti dove avveniva la magia della terza cottura. L'atmosfera è densa di storia: le pareti portano ancora i segni del fumo e del calore necessari per ottenere le iridescenze metalliche. La collezione permanente presenta una selezione di opere prodotte dalla manifattura in oltre un secolo, dai piatti da pompa ai vasi monumentali, caratterizzati dai riflessi rubino e oro che hanno reso celebre Gualdo Tadino nel mondo.



All'interno del museo è possibile osservare gli strumenti originali dei ceramisti: pennelli, torni, e i rari pigmenti utilizzati per le decorazioni. Un dettaglio tecnico fondamentale è la spiegazione del processo di riduzione dell'ossigeno all'interno dei forni, ottenuto bruciando fascine di ginestra secca per creare l'atmosfera chimica adatta al lustro. La consistenza materica delle opere esposte varia dalla porosità del biscotto alla lucentezza vitrea delle superfici finite, che sembrano mutare colore al variare della posizione dell'osservatore. Il museo non è solo un contenitore di oggetti, ma un archivio vivente che documenta l'evoluzione del gusto e delle tecniche decorative tra Ottocento e Novecento. Qui la narrazione si sposta dai primi esperimenti di Paolo Rubboli e della moglie Daria Vecchi fino alle collaborazioni con artisti internazionali, testimoniando la continuità di un'eccellenza che fonde arte e alchimia.