Maurizio Tittarelli Rubboli: l’alchimista del lustro oro e rubino
16 Via Giuseppe Discepoli Gualdo Tadino
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo
Erede di una tradizione ceramica iniziata nel 1873, l’artista custodisce a Gualdo Tadino il segreto dei riflessi metallici ottenuti attraverso l’antico rito della muffola.
Nel cuore di Gualdo Tadino, all'interno degli spazi che un tempo ospitavano l'opificio di famiglia, Maurizio Tittarelli Rubboli prosegue la storia della Manifattura Rubboli. Oltre ad insegnare all'Istituto d'Arte di Perugia, cuoce i suoi lavori di notte, in un antichissimo forno godendosi un'intima e piacevole solitudine che rinsalda e nutre le sue radici. In questo luogo, l'attività si concentra sulla tecnica del lustro a terzo fuoco, un procedimento alchemico che risale al Rinascimento e che Paolo Rubboli introdusse in città nella seconda metà dell'Ottocento. La materia argillosa viene trasformata attraverso una terza cottura in atmosfera riducente, utilizzando fumi di ginestra e sostanze che permettono ai sali metallici di fissarsi sulla superficie della ceramica. Il risultato sono i caratteristici riflessi cangianti color oro e rosso rubino, che variano d’intensità a seconda dell’esposizione alla luce. L’atmosfera dell’atelier è intrisa di una sapienza tecnica che bilancia rigore storico e innovazione formale grazie alle mani coraggiose e nobili di Maurizio, discendente diretto della dinastia e custode degli storici forni "a muffola", che operano una sintesi tra il repertorio decorativo classico e una visione artistica contemporanea. Nelle sue ciotole infatti imprevedibili e imprevisti cromatismi si sganciano dalla tradizione regalando emozioni senza tempo.
In questo opificio si percepisce il calore residuo della cottura e si osserva la precisione del gesto pittorico nell'applicazione delle sostanze preziose. La consistenza della ceramica lustrata, liscia e metallica al tatto, testimonia un controllo millimetrico delle temperature e dei tempi di affumicamento. La produzione non è solo un atto artigianale, ma un esercizio di memoria che mantiene viva l'identità di Gualdo Tadino come centro d'eccellenza per la ceramica d'arte a livello internazionale



