Agriturismo Addò Zi Luigino: la masseria a quota 1250 metri
San Gregorio Matese CE
A cura di: Claudia Orsino | Consigliato da: Love Matese
Dall'Argentina a Campo Braca per ricominciare da cinque pecore. Un rifugio di vetrate e brace dove il bosco entra in sala e la cucina è sostanza.
Fotografie in bianco e nero e lunghi viaggi in mare. La nostalgia della propria terra e poi il rientro. Zi Luigino, per tutti “Re Ciacione”, di ritorno dall’Argentina, compra le sue prime cinque pecore. Da quel piccolo gregge parte la storia. Poco oltre i 1200 metri, nel Parco Nazionale del Matese, la strada per l’agriturismo disegna curve tra faggi secolari e apre scorci sul Lago del Matese. La salita è parte del viaggio. Poi Campo Braca. Una distesa di prati dove pecore, vacche e cavalli pascolano liberi. L’agriturismo di Zi Luigino si adagia nel paesaggio.
Grandi vetrate annullano il confine tra la sala e l'esterno e permettono al bosco di sedersi a tavola. Base per escursioni a piedi, a cavallo e in bicicletta, da qui partono e passano diversi sentieri, o approdo per chi cerca il silenzio della quota. La cucina parla la lingua della montagna. I taglieri arrivano carichi di salumi e formaggi, pecorino, caciocavallo, scamorze, ricotte, salsiccia con finocchietto selvatico, capocollo, verdure in zuppa e sottolio, tutti prodotti dall’azienda agricola. Pane e taralli di San Gregorio Matese e l’olio EVO di produzione propria. La pasta è tirata a mano, ruvida quanto basta per trattenere sughi di carne o funghi di stagione, come porcini, chiodini, gallinelle. Il profumo della brace domina la seconda parte del pasto con carni cotte a fuoco vivo o preparazioni lente che si sfaldano alla forchetta. L’oste racconta i piatti e le preparazioni accompagnando gli ospiti in un percorso gastronomico territoriale. Chi ha la fortuna di fermarsi per la notte ritrova i dolci della casa al risveglio. In azienda si possono acquistare i prodotti.



