L’Irpinia è terra di vitigni autoctoni: in primis l’Aglianico, vitigno antichissimo e autoctono diffuso nel sud della Penisola, già decantato da Orazio. Ellenico o Elleanico era il nome originario poi ribattezzato Aglianico con gli aragonesi nel XV secolo. Tito Livio, nel suo Ab Urbe Condita, accenna ad una “Taurasia dalle vigne optime” fornitrice di ottimo vino per l’Impero, dove si allevava la vite Greca o Ellenica. Risale invece al 1167 d.C. il primo documento conosciuto nel quale viene citata la vite in Taurasi che gli Spagnoli chiamavano vite “Aglianica”. Gli esperti definiscono l’Aglianico “un vitigno scontroso che ha bisogno di tempo per maturare; difficile da coltivare e difficilissimo da vinificare, caratterizzato da accentuati tannini”. Il terreno argilloso calcareo di origine vulcanica è alla base di aromi preziosi che si manifestano nel vino Aglianico di Taurasi, nobile DOCG di questo territorio e capostipite di una famiglia aristocratica che annovera anche due straordinari bianchi come il Fiano d’Avellino e il Greco di Tufo. Il Taurasi è rosso, intenso, forte come il carattere di antichi guerrieri, mentre i due bianchi sono lucenti e aromatici come l’anima dell’Irpinia.


