Avella, nel segno della nocciola

Scritto il 23/07/2024

 


L’ Ager Campanus dove la terra vulcanica incontra le verdi pendici del Partenio, è un solido ponte che mette in costante comunicazione il passato remoto e il futuro. Nola, Cimitile e Avella sono luoghi di grande energia dove si percepisce la forza vulcanica del Vesuvio e un’antica umanità intrisa di vizi e virtù, fragilità e saggezza. Madre natura qui regala una terra fertile dove l’ambiente mediterraneo crea condizioni ideali per la coltivazione di eccellenze come la straordinaria “Corylus Avellana” indissolubilmente legata al territorio di Avella, anello di congiunzione fra le terre vesuviane e l’Irpinia. Tappa imprescindibile del viaggio campano questa piccola città d’arte si distende tra le possenti mura del castello normanno, l’antico anfiteatro e i monumenti funerari d’epoca romana. Viaggiatori ispirati dalla filosofia del Grand Tour possono scoprire qui luoghi che parlano con pietre antichissime e che regalano esperienze sensoriali importanti legate alla produzione e alla trasformazione di prodotti del territorio. Avella è la patria della nocciola e di realtà che in questo frutto prezioso trovano notevoli ispirazioni creando percorsi di gusto di assoluto valore. Stiamo parlando di Francesco Fusco che nella sua azienda agricola - Il Moera – insieme a Diana, traduce in arte culinaria tutti i prodotti della terra a cominciare dalla nocciola per finire all’aglio orsino (Allium ursinus) che cresce nei sottoboschi del Partenio; di Pasquale Pesce che nella sua pasticceria inventa capolavori come la Cassata Avellana, reinterpretazione del dolce siciliano in versione irpina con nocciole al posto della frutta candita.