Per gli amanti della buona tavola che cercano il Genius loci anche nei sapori Arezzo non sarà mai una delusione. Scoprire la cucina aretina significa sfiorare la sua semplice nobiltà, per una volta lontana da una simbologia fatta di stemmi, spade e pesanti blasoni, piuttosto radicata in una terra estremamente generosa e in tradizioni che non hanno perso i valori di famiglie e persone fortemente legate alla propria terra. E se è vero che per ritrovarsi è importante perdersi, ad Arezzo vale la pena perdersi in una zuppa di cipolle, nei leggendari tortelli alla patata di Cetica e nel peposo, carne di vitellone cotta lentamente nel vino rosso con pepe, aromi e spezie. Per chi vuole provare un piatto antico e tipico troverà “grifi” per i propri denti: i grifi sono le parti magre e callose del muso del vitello, tradizionalmente preparate in umido con aromi, spezie, odori e pomodoro. Se poi ci si perde nel mondo dei vini ad Arezzo non c’è alcun pericolo perché la città è legata a due sommelier importanti: Luca Martini, sommelier già campione del mondo AIS 2013 e Cristiano Cini, tre volte vicecampione nazionale. La famiglia di Luca presidia l’Osteria Da Giovanna tappa obbligatoria per gli amanti della cucina autentica e familiare.
Arezzo, grifi e vini
Scritto il 01/07/2024
Testo e foto di Enrico Caracciolo


