Ad Aci Trezza si va coi soprannomi. Se uno si chiama Giovanni Mirabella, il barcaiolo-poeta che quando ha tempo e voglia declama versi tra i faraglioni di Polifemo, i trezzani fanno la crasi del nome, che diventa Gianni. A questo aggiungono il nome della mamma, Serafina, che diventa Fina. Il risultato finale è Gianni-Fina. “Se non vado al porto non esisto”, dice, “muoio”. Gianni Fina arriva tutti i giorni. Il porticciolo di Aci Trezza è la sua seconda casa. Quella vera sta sulle colline. Anche la sua barchetta sta al porto, quarant’anni ben portati, bianca, azzurra, fascetta rossa e stelline dipinte. “Sulla mia barca”, racconta, “c’è una caduta di stelle. Sulle altre barche, una caduta di stile”. Pare che a volte i barcaioli portino in giro i turisti un po’svogliati, senza dire una parola. Lasciano a bocca asciutta chi vorrebbe conoscere la storia di Aci Trezza, dei pescatori, dei Malavoglia, di Verga, dei Ciclopi. Giovanni ha tirato un po’ i remi in barca però, se andate al porto e chiedete di lui, “sono vecchietto”, dice, “nato nel ’47, l’anno in cui Visconti iniziò a girare la Terra Trema”, potrebbe accompagnarvi ancora tra i flutti, dalla Timpa di Acì Reale ad Aci Castello. E mentre si andrà tra i flutti, lo sentirete declamare poesie. “Terra mia diletta, dal Verga romanzata, ai posteri eletta la tua beltà innata, ricca il core avesti di naturale dote, eccelsa nei fasti d’origine remote…” Il repertorio di Giovanni è variegato: politica, amore, attualità, satira. “Sono belle le tue poesie”, gli dicevano. “Perché non le metti nero su bianco?” Detto e fatto, Giovanni iniziò a vincere premi. La fama, pure lei, prese il mare. Sulla barchetta dello storyteller di Aci Trezza si sono seduti filosofi, giornalisti, intellettuali, ammiragli, colonnelli, astrofisici. Se quando arrivate al porto non lo trovate, andate al chioschetto “Da Cola”, in voga da quasi ottant’anni, a sorseggiare un bicchiere di seltz, limone e sale. Rinfresca, tonifica. A Maruzza detta La Longa invece, nel romanzo di Verga, serve a toglierle l’amaro dalla bocca quando vede il figlio ‘Ntoni partire militare.
Aci Trezza, Giovanni, il barcarolo-poeta
Scritto il 06/06/2024
Testo e foto di Paolo Simoncelli


