Venezia, Giovanni Cecconi l’ingegnere sociale

Scritto il 12/05/2024

Testo e foto di Paolo Simoncelli

Bagnato fradicio, scende dalla sua topetta, avvolto in una cerata gialla. L’ingegnere idraulico che si occupa di ingegneria sociale ha lavorato trent’anni al Centro Ricerca e Progettazioni del Consorzio Venezia Nuova per la realizzazione delle barriere mobili del Mose. Dal 2015 si occupa della scienza dei cittadini dirigendo il Venice Lab, progetto in collaborazione con l’organizzazione di promozione sociale WIGWAM diffusa nel mondo, soprattutto in Italia, con 250 comunità. “L’organizzazione”, spiega Giovanni tra un cichetto e l’altro,“è impegnata a creare situazioni di partecipazione e collaborazione in ambiente sano, per il bene comune, perché ognuno di noi dipende da tutti e tutti dipendono dalla Natura”. L’obiettivo dell’ex direttore della Control Room del Mose, è trasformare i visitatori di Venezia, studenti, artisti, professionisti, dipendenti pubblici, turisti, in cittadini temporanei, creando così una civis di stimolo e rigenerazione della civis locale. Il problema di Venezia infatti, è lo spopolamento. Wigwam intende cogliere l’opportunità delle presenze del turismo di massa per creare posti di lavoro per giovani che desiderano imparare ad attingere ai finanziamenti europei, per concorrere alle call sul turismo esperienziale di comunità, lo sviluppo sostenibile e l’economia circolare. La città è in effetti il miglior luogo dove apprendere le nuove tecnologie di adattamento al cambiamento climatico. Un turista potrebbe approfittare della vacanza a Venezia per conoscere i sistemi di resilienza attivati in duemila anni di storia. Arriverebbe nuova linfa alla città. “Prenderebbe vigore”, chiude Giovanni prima di risaltare nella topetta,“un laboratorio vivente, un’arena permanente: la nostra Living Expo Internazionale dell’Eco Innovazione”.



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