
Bobo Pernettaz: il sarto che dà voce ai legni esausti
1 Corso Lancieri di Aosta Aosta
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo
Nel suo atelier di Aosta, l'artista recupera legni feriti dal tempo e dalle intemperie per comporre storie materiche che uniscono ironia e memoria alpina.
Il laboratorio di Bobo Pernettaz è uno spazio dove il profumo del legno antico si mescola all'odore della colla e delle vernici. In questo luogo, l'artista opera come un "sarto" che, invece di stoffe, modella frammenti di vecchi infissi, assi di baite smantellate e scarti di falegnameria. I materiali sono rigorosamente "esausti": legni che hanno già vissuto una vita, segnati da nodi, crepe, fori di tarlo e patine naturali create dal sole e dalla pioggia. Qui il processo creativo inizia con l'osservazione della venatura o di una bruciatura, dettagli che suggeriscono la forma di un volto, il profilo di un animale o l'andamento di un paesaggio montano.
L'artista non leviga le imperfezioni, ma le integra in composizioni bidimensionali o altorilievi dove la materia diventa colore. La tecnica prevede l'assemblaggio di piccoli pezzi accostati con precisione millimetrica, creando un mosaico ligneo che acquista profondità e movimento. I soggetti preferiti spaziano da figure umane dal tratto caricaturale a reinterpretazioni della flora e fauna valdostana, spesso accompagnate da titoli che giocano con il dialetto locale o con doppi sensi ironici. In questo atelier la manualità si fonde con una profonda sensibilità per il riuso: ogni scultura è un recupero fisico e spirituale di un passato che rischiava l'oblio. La consistenza ruvida della superficie e la varietà cromatica dei legni naturali rendono ogni opera un pezzo irripetibile, capace di trasmettere la temperatura delle stagioni vissute all'aperto.
