Festa di Sant'Agata: il rito millenario di Catania

Catania (CT), Sicilia


A cura di: Stefano Raso | Foto di LuckyLisp, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La celebrazione patronale catanese tra devozione popolare, processioni del Fercolo e tradizioni gastronomiche legate al martirio.

Il bianco dei sacchi votivi caratterizza le strade del centro storico di Catania durante i giorni della festa dedicata alla Santa Patrona. Ogni anno, dal 3 al 5 febbraio, la città interrompe la consueta routine per una delle celebrazioni religiose più partecipate al mondo.

Migliaia di cittadini indossano il "sacco", un camice bianco di cotone completato da una calotta nera e un cordone bianco. Le due lunghe corde bianche, utilizzate per il traino del Fercolo d'argento, vengono tese dai devoti lungo via Etnea. Il busto reliquiario, ornato da preziosi gioielli ex-voto e garofani rossi (che simboleggiano il martirio), avanza tra la folla preceduto dalle Candelore. Queste strutture lignee dorate, rappresentanti le corporazioni delle arti e dei mestieri, scandiscono il percorso con la tipica "annacata", un’andatura oscillante gestita dai portatori.

Il grido rituale "Cittadini, cittadini, semu tutti devoti, tutti?" viene ripetuto costantemente durante la processione, trovando risposta corale nelle piazze. Il 4 febbraio il Fercolo percorre il "giro esterno", mentre il 5 febbraio attraversa il "giro interno" della città.

L'itinerario tocca i luoghi simbolo del martirio avvenuto nel 251 d.C., come la chiesa di Sant'Agata alla Fornace e la chiesa di Sant'Agata al Carcere. La salita dei Cappuccini e la salita di via Sangiuliano rappresentano i momenti tecnicamente più complessi della processione: la manovra del Fercolo, il cui peso complessivo a pieno carico può arrivare a  30 quintali, richiede un coordinamento preciso tra i portatori e i responsabili del traino.

La tradizione è documentata anche attraverso la gastronomia locale. Nelle pasticcerie della città sono presenti le "olivette" di marzapane e i "minnuzzi di Sant'Agata", dolci a forma di seno realizzati con pan di Spagna, ricotta, canditi e ricoperti di glassa bianca con una ciliegia candita, in riferimento al supplizio subito dalla Santa.

I fuochi d’artificio, come quelli del 3 febbraio durante la "Sera del 3" in Piazza Duomo, sono una componente storica dei festeggiamenti, coordinati con accompagnamenti musicali. Il rientro nella Cattedrale di Sant'Agata avviene generalmente nelle prime ore del mattino del 6 febbraio, concludendo la celebrazione con l'esposizione finale delle reliquie.