Fagiolo bianco di Rotonda DOP: il poverello del Pollino

Rotonda (PZ), Basilicata


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Consorzio fagioli bianchi di Rotonda

Nel Parco Nazionale del Pollino si coltiva un legume privo di venature, caratterizzato da un alto contenuto proteico.

Nel territorio di Rotonda la coltivazione del fagiolo bianco affonda le radici nella tradizione agricola locale che l’ha sempre considerato “la carne dei poveri”. Sembra che anche Garibaldi sia stato particolarmente colpito dalla qualità di questo fagiolo a tal punto che decise di portarne con sé una piccola quantità da seminare sull’isola di Caprera. La denominazione comprende due ecotipi distinti, noti come Fagiolo Poverello o Bianco e Tondino o Cannellino. I semi mantengono una colorazione bianco d'avorio priva di sfumature. La farinosità della pasta costituisce una proprietà organolettica distintiva. Questo elemento deriva dal basso tenore di tegumento rispetto al peso totale della semente. L'elevato contenuto proteico supera la quota del venticinque per cento sulla sostanza secca.



La coltivazione avviene nei terreni dell'area della Valle del Mercure. Le tecniche di produzione escludono interventi invasivi. La fase di semina si concentra nel mese di giugno, la raccolta dei baccelli freschi inizia a metà agosto, mentre la sgranatura dei baccelli secchi si protrae fino alla fine di ottobre. L'essiccazione avviene con metodi naturali per preservare l'integrità della scorza. Il legame con il suolo e il microclima montano conferisce una buccia sottile, che riduce i tempi di cottura. Questo legume rappresenta un elemento centrale nella dieta della comunità locale e garantisce la protezione della biodiversità agraria della Basilicata.