L'Abbazia di Santa Maria di Corazzo – magica spiritualità

Castagna, Carlopoli (CZ), Calabria


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo

Nel territorio montano di Carlopoli le antiche mura cistercensi testimoniano secoli di spiritualità e lavoro lungo il corso del fiume Corace.

Non ci sono più i monaci, non si recitano rosari, non c’è più un altare ma la sua mistica solitudine è impregnata di una spiritualità trasparente come il suo tetto di cielo. E in quello spazio vuoto e austero un cartello ricorda che “È vietato calpestare i sogni”. Nata nel 1060 è stata ricostruita alla fine del XII secolo dai monaci cistercensi. Visse il periodo più florido con l’abate Gioacchino da Fiore nella prima metà del XIII secolo. Per molto tempo è stata realtà autonoma autosufficiente grazie ad attività agricole, allevamento del bestiame, cura di erbe officinali e del castagno, imprescindibile fonte di sostentamento. I monaci di Corazzo furono contadini, allevatori, fabbri, falegnami, muratori, idraulici e ingegneri che trasformarono questo luogo in un importante “motore” dell’economia locale.



Martoriata da forti terremoti che colpiscono l'area pre-silana subisce la drammatica violenza del sisma del 1638, seguito dal definitivo crollo strutturale innescato dal terremoto del 1783. Oggi le mura dell’abbazia sono un simbolo di resilienza e traccia di un passato importante. Urlano in silenzio verso il cielo e affondano le radici in una terra intrisa di misticismo.