Terre dell’Angelo - la viticoltura in anfora nel segno del Matese
SP149, Alife (CE), Campania
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo
Alle pendici del massiccio campano tre viticoltori uniscono il recupero degli oliveti storici alla vinificazione in terracotta di Pallagrello e Casavecchia
L’anima del Matese, la passione per la propria terra, mettere a frutto idee e competenze con una vision contemporanea con lo scopo di rendere economicamente sostenibile l’attività agricola. È questo il progetto che Giandomenico D’Ambrosio, Domenico D’Orsi e Matteo Cinquedita hanno chiamato Terre dell’Angelo. Primo passo è stato il recupero dell’ulivo, simbolo di una cultura agraria antichissima e poi la riscoperta di vitigni autoctoni come il Pallagrello e Casavecchia. Sovescio fatto con metodo scientifico, cura maniacale nella raccolta, lavorazione rigorosa e vinificazione in anfore per garantire un’ottima ossigenazione evitando di contaminare il vino con i tannini del legno: sono questi i punti salienti di un lavoro che si concretizza in vini fortemente identitari. Il radicamento col territorio si esprime con etichette i cui colori sono quelli degli affreschi della grotta di San Michele d’Alife, santuario rupestre dedicato al culto micaelico. Forme essenziali e colori dai profondi significati: La Volta (Pallagrello Bianco), struttura portante e resistente; L’Arca (Casavecchia), dall’agricoltura tradizionale a quella sostenibile; Il Tempo (Pallagrello Nero), come valore naturale da rispettare.


