La dinastia Anselmet: custodi della vite dal 1585
30 Fraz. Vereytod Villeneuve
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo
Dalle settanta bottiglie di Renato alle sfide d’alta quota di Giorgio e Henri, la storia degli Anselmet attraversa i secoli per definire l’enologia moderna della Valle d’Aosta.
Il legame tra la famiglia Anselmet e la terra di Villeneuve è documentato sin dal 1585, anno in cui un contratto di acquisto attesta il possesso della prima vigna. In questo luogo, per oltre quattro secoli, la viticoltura è stata un sapere silente, tramandato di padre in figlio per il solo consumo domestico o come merce di scambio. La svolta avviene nel 1978 con Renato Anselmet: qui l'istinto contadino si trasforma in visione imprenditoriale. Con le prime 70 bottiglie etichettate a mano, Renato getta le basi di quella che oggi è Maison Anselmet, diventando anche un punto di riferimento per i viticoltori locali.
Oggi la conduzione è nelle mani di Giorgio Anselmet, che guida l'azienda insieme alla moglie Bruna Cavagnet e ai figli Henri, Stephanie e Arline. Nei vigneti e in cantina grazie all’armonico lavoro tra generazioni diverse la tradizione si fonde con la sperimentazione. La famiglia ha dedicato vini specifici ai propri componenti: lo spumante metodo classico è per la moglie Bruna, mentre il Semel Pater, un Pinot Noir in purezza, è l'omaggio solenne di Giorgio al padre Renato. La nuova generazione è già attiva con Henri, che ha affiancato alla produzione storica la propria linea sperimentale "La Plantze" legata ad una vecchia vigna a Saint-Pierre caratterizzata da nuove tecniche di vinificazione in anfore e botti grandi. In questa cantina la gerarchia familiare si riflette nel lavoro quotidiano: mentre Giorgio supervisiona la visione d'insieme, Henri introduce nuove interpretazioni tecniche, mantenendo viva una genealogia di vignerons che non ha mai abbandonato la roccia di Villeneuve.
La visita permette di osservare la precisione artigianale di un lavoro che interpreta ogni annata come un evento irripetibile del territorio valdostano.



