Fondazione Bisazza - il riflesso del mosaico contemporaneo

56 Viale Milano Montecchio Maggiore


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo

A Montecchio Maggiore, 7.500  metri quadrati di spazi industriali riconvertiti ospitano una collezione dove il design e l'architettura si rivestono di luce.

Negli spazi dilatati e lucenti di un’area produttiva recuperata, la Fondazione Bisazza si manifesta come un’area espositiva dedicata al mosaico e al design del XXI secolo. Qui l'estetica industriale, fatta di cemento e ampie campate, dialoga con la lucentezza minerale delle tessere vitree. L'atmosfera è caratterizzata da un silenzio rarefatto che amplifica la dimensione delle installazioni monumentali. Le pareti bianche e le pavimentazioni neutre esaltano i riverberi delle opere, dove milioni di tasselli in pasta di vetro creano superfici continue e vibranti. Il percorso si snoda tra opere firmate da progettisti internazionali come Ettore Sottsass, Alessandro Mendini e Marcel Wanders, che hanno reinterpretato il materiale musivo fuori dai canoni decorativi tradizionali.



La collezione permanente include pezzi iconici di scala architettonica, come la monumentale poltrona "Proust" di Mendini, interamente rivestita di frammenti colorati. In questo luogo, la materia è fredda al tatto ma visivamente calda per la rifrazione della luce naturale che piove dai lucernari. Tra le sale si incontra l'installazione "Winter Garden" di Marcel Wanders o i "Mobili per Uomo" di Alessandro Mendini, dove il mosaico d'oro 24 carati riveste volumi geometrici puri. Oltre alla sezione permanente, la Fondazione ospita una vasta area dedicata alla fotografia di architettura, con scatti di autori quali Gabriele Basilico e Candida Höfer. La precisione millimetrica delle fughe e l'accostamento cromatico delle tessere testimoniano una perizia artigianale che si trasforma in linguaggio artistico d'avanguardia, rendendo l'esperienza un viaggio tattile e visivo nel rigore della forma.