Teatro Olimpico di Vicenza - l’ultimo capolavoro di Palladio.

11 Piazza Matteotti Vicenza


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo

Nel cuore di Vicenza sorge il primo teatro coperto stabile dell'epoca moderna, un’opera dove l’illusione prospettica sfida i limiti dello spazio fisico.

"L'illusione diventa puro teatro nel Teatro Olimpico di Vicenza. L'ultima opera di Andrea Palladio, questo straordinario teatro è stato progettato in stile di un anfiteatro romano con un effetto fenomenale”. Così Al Roker, produttore e attore americano, racconta questo capolavoro architettonico e rende merito a Palladio di aver “creato un mondo immaginario con l'illusione di un teatro all'aperto, nascosto come un tesoro segreto nel palazzo che lo ospita e lo protegge..."

Andrea Palladio progetta l'opera nel 1580, poco prima della sua morte. Il figlio Silla ne segue la costruzione. Vincenzo Scamozzi completa il lavoro realizzando le celebri scene lignee per l'inaugurazione del 1585. Queste quinte rappresentano le sette vie di Tebe. La prospettiva accelerata crea una profondità visiva di decine di metri in uno spazio reale ridotto.



L'emiciclo della cavea accoglie tredici gradoni in legno. Una balaustra decorata con novantacinque statue di accademici cinge la parte superiore. Il soffitto dipinto riproduce un cielo aperto velato da nuvole, richiamando l'atmosfera delle rappresentazioni classiche all'aperto. Qui la luce si posa sulle superfici ruvide del legno dipinto e sulle statue in stucco. L'aria conserva l'odore dei materiali antichi e della polvere storica. Le decorazioni del proscenio celebrano i fasti della famiglia d'Este e della città di Vicenza. La struttura sorge all'interno di una vecchia fortezza medievale, le cui mura perimetrali irregolari condizionano la pianta ellittica della cavea. Ogni dettaglio architettonico risponde a una precisa volontà di rinascita del teatro classico.