Palazzo Albizzini - l’equilibrio rigoroso di Alberto Burri
1 Via Albizzini Città di Castello
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo
In un edificio rinascimentale del XV secolo, la Fondazione Burri espone un corpus di 130 opere che ridefiniscono il rapporto tra materia, spazio e architettura.
Nel centro storico di Città di Castello, Palazzo Albizzini ospita la prima parte dell'itinerario museale dedicato ad Alberto Burri. L’architettura austera del palazzo, con i suoi ampi volumi, accoglie le opere dell'artista umbro in un allestimento curato dallo stesso Burri tra il 1978 e il 1982. Qui l'atmosfera è di assoluto rigore: le pareti bianche e prive di decorazioni esaltano la natura fisica dei materiali. Il silenzio delle venti sale accompagna il visitatore in un percorso cronologico che va dal 1948 al 1989. L’odore di cera dei pavimenti e la temperatura costante delle sale storiche si fondono con la consistenza visiva delle superfici esposte.
Il percorso presenta i cicli fondamentali dell'artista: i Catrami, le Muffe, i celebri Sacchi e le Combustioni. La materia è la protagonista assoluta. Si osservano le trame ruvide della juta rammendata, la lucentezza viscosa del catrame e la fragilità delle plastiche fuse dalla fiamma ossidrica. In questo luogo, il Rosso Plastica o i grandi Legni bruciati non sono semplici quadri, ma presenze tridimensionali che dialogano con la pietra del palazzo. La serie dei Ferri mostra saldature a vista e lamiere ossidate, fredde e taglienti, mentre i Cretti restituiscono l'estetica della terra essiccata e fratturata. Ogni opera è posizionata secondo rapporti spaziali precisi, voluti dall'autore per creare un'esperienza visiva dove la trasformazione della materia povera assume una dignità monumentale e metafisica.



