Ex Seccatoi del Tabacco - il gigantismo materico di Burr

2 Via Francesco Pierucci Città di Castello


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo

Undici capannoni industriali, un tempo destinati all'essiccazione del tabacco, accolgono oggi i grandi cicli pittorici e le sculture monumentali di Alberto Burri.

Alla periferia di Città di Castello, gli Ex Seccatoi del Tabacco rappresentano una delle architetture industriali più imponenti riconvertite a scopo museale. La struttura, inaugurata nel 1990 per volontà dello stesso Alberto Burri, si presenta come un complesso di volumi scuri, quasi ipogei, dove le pareti esterne sono state dipinte interamente di nero per volere dell'artista. Qui l'atmosfera è densa e solenne. L'ampiezza delle sale, prive di partizioni intermedie, permette alla luce di riflettersi sulle superfici monumentali delle opere, creando un ambiente dove il silenzio è interrotto solo dal riverbero dei passi sul cemento. La temperatura all'interno rimane fresca, conservando l'odore neutro dei grandi spazi metallici e delle materie plastiche.



In questo percorso si ammirano i grandi cicli realizzati tra il 1970 e il 1993, tra cui Il Viaggio, Orsanmichele, Sestante e Annottarsi. Le opere raggiungono dimensioni colossali, coprendo intere pareti con campiture cromatiche dominanti. Il nero, il rosso e l'oro si alternano su supporti in Cellotex, un materiale industriale composto da segatura e colla, che Burri incide e dipinge con estremo rigore geometrico. La superficie del Cellotex appare opaca e densa, contrapponendosi alla lucentezza delle plastiche fuse. All'esterno, nel prato circostante, si stagliano le sculture in ferro, come il Grande Ferro U, dove la rugosità del metallo ossidato entra in contrasto con il verde del paesaggio umbro. L'insieme costituisce un testamento artistico dove la scala architettonica degli edifici diventa parte integrante dell'opera, offrendo una percezione totale del pensiero dell'autore sulla materia.