Jago a Napoli: il marmo tra Sant'Aspreno e il Figlio Velato
4 Piazzetta Crociferi Napoli
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo
Dalla bottega nella Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi alla Cappella dei Bianchi, le sculture di Jago ridisegnano il legame tra materia classica e sensibilità contemporanea.
Nel cuore del Rione Sanità, la scultura abbandona la fissità del museo per abitare spazi sacri riconvertiti e luoghi di culto attivi. In questo luogo, la Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi ospita lo Jago Museum, un progetto che ha trasformato un edificio religioso chiuso da decenni in uno studio d'artista aperto al pubblico. Qui il marmo bianco di Carrara viene plasmato sotto gli occhi dei visitatori, tra polvere sottile e il suono metallico degli scalpelli elettrici. La navata della chiesa del XVII secolo, caratterizzata da una pianta a croce latina, accoglie opere come la Pietà, dove la tensione dei muscoli e il realismo dei volti restituiscono una fisicità umana e sofferta, lontana dall'idealizzazione classica.
Poco distante, nella Chiesa di San Severo fuori le Mura, la Cappella dei Bianchi custodisce il Figlio Velato. Scolpita da un unico blocco di marmo Danby proveniente dal Vermont, l'opera si ispira alla tradizione settecentesca napoletana, ma ne stravolge il significato. Il corpo disteso di un bambino è ricoperto da un velo che aderisce alle forme con estrema precisione, evidenziando la fragilità delle membra e la morbidezza apparente della pietra. Qui la freddezza del materiale contrasta con la temperatura emotiva del soggetto, che rappresenta i bambini vittime delle tragedie del nostro tempo. La luce che filtra dalle finestre della cappella scivola sulle pieghe del velo, creando ombre che mutano durante la giornata e rendono la superficie marmorea simile a pelle tesa. Il marmo non è più solo supporto, ma diventa un diaframma trasparente che invita al silenzio e alla riflessione sulla vulnerabilità umana.


