Riso Magisa: la coltivazione della Piana di Sibari a Villapiana
C.da Santa Maria del Monte - zona industriale, 87076 Villapiana CS
A cura di: Claudia Orsino | Foto di Andrea Caprarelli e Claudia Orsino
Dalla lavorazione a pietra alla tutela delle cicogne, l'azienda delle sorelle Praino trasforma il riso calabrese in una filiera chiusa e tracciabile.
Nella Piana di Sibari la coltivazione del riso occupa circa 450 ettari di terreni bonificati. In questo lembo di Calabria settentrionale le sorelle Maria, Giusi e Sara Praino custodiscono l’identità dei “risi di Sibari”. Magisa nasce nel 2004 per gestire l'intero ciclo agroindustriale all'interno della riseria di proprietà a Villapiana. Il paesaggio agricolo è segnato dalla presenza degli "occhi di mare". Si tratta di risorgive d'acqua dolce che emergono dalle falde freatiche profonde. I venti costanti e la natura dei suoli influenzano la resistenza dei chicchi alla cottura. Il processo di trasformazione prevede la pilatura a pietra. Questo metodo meccanico mantiene intatta la superficie del cereale senza l'aggiunta di conservanti chimici.
La produzione include varietà come Arborio, Carnaroli e il riso nero Jemma, un marchio a licenza esclusiva regionale. Il nome è un omaggio a una piccola cicogna nata nello stesso giorno in cui germogliò il primo chicco di questa varietà; la specie nidifica abitualmente nelle risaie sotto il costante monitoraggio della LIPU. L'azienda collabora con l'Associazione Professionale Cuochi Italiani-Calabria per codificare l'uso del riso di Sibari nelle ricette locali. Presso la sede sono attive visite in riseria e attività stagionali nei campi su prenotazione. Durante il raccolto, tra settembre e ottobre, è possibile osservare il passaggio del cereale dai silos alle linee di confezionamento. Le varietà integrali Ermes e Venere completano la gamma insieme ai lotti di riso bianco lavorati nello stabilimento jonico.



