Terme di Merano: l'equilibrio tra acciaio, vetro e acqua
Terme Merano 9 Piazza Terme
A cura di: Stefano Raso | Foto di Enrico Caracciolo
Nel cuore della città l'architettura di Matteo Thun trasforma il benessere in un dialogo visivo tra le vette alpine e il calore del sottosuolo.
Il cubo di vetro e acciaio domina la piazza termale con una trasparenza che annulla il confine tra l'interno e il paesaggio circostante. In questo spazio di 14.000 metri quadrati, la linearità del metallo si accosta al vapore delle sedici vasche interne.
L’ambiente è caratterizzato dall’uso di materiali naturali locali, come il legno di larice che riveste le aree di sosta. L’acqua utilizzata per le cure inalatorie e i bagni termali scaturisce dal Monte San Vigilio, a 1.500 metri di altitudine: si tratta di un’acqua minerale contenente radon, utilizzata sotto controllo sanitario per le sue proprietà terapeutiche.
All'esterno, il parco di cinque ettari ospita undici piscine aperte nella stagione estiva, circondate da alberi secolari e un laghetto di ninfee dove la superficie riflette il profilo delle montagne del Gruppo di Tessa. La pietra scura delle vasche trattiene il calore solare, mentre il settore sauna è organizzato secondo diverse gradazioni termiche, con stufe che raggiungono i 90 gradi e vasche di immersione in acqua fredda.
Ogni dettaglio, dalle grandi bolle luminose che pendono dal soffitto alla pavimentazione in granito locale, risponde a una geometria che organizza gli spazi tecnici e quelli dedicati al relax. I percorsi conducono ai bagni turchi e alle sale inalatorie, dove la nebulizzazione salina caratterizza l'identità funzionale degli ambienti.

