Terme dei Papi a Viterbo: l'antica forza dell'acqua Bullicame

12 Str. Bagni Viterbo


A cura di: Stefano Raso | Foto di Christian World, CC BY 2.0 via Wikimedia Commons

La monumentale piscina di circa duemila metri quadrati custodisce le acque termali amate dai pontefici, sgorganti direttamente dalla sorgente vulcanica.

L'odore acre dello zolfo satura l'aria della piana viterbese. Qui la terra restituisce l'acqua alla temperatura costante di 58°C attraverso la sorgente del Bullicame, citata già da Dante Alighieri nella Divina Commedia. La vasca monumentale si estende su una superficie di circa 2.000 metri quadrati e raccoglie il flusso continuo che sgorga dal cuore del bacino idrominerale. Il vapore bianco sale in spirali spesse sopra lo specchio d'acqua, velando i profili delle colline circostanti. L'ampia zona di camminamento in pietra vulcanica perimetra la vasca, dove l'immersione nel bacino determina un immediato rilassamento muscolare, indotto dall'elevata temperatura e dalla mineralità dell'acqua.

All'interno della struttura il Grotta Naturale rappresenta un ambiente ipogeo unico, scavato direttamente nel tufo. In questo antro l'umidità raggiunge il 100% e l'acqua termale cade a cascata dalle pareti rocciose, creando un bagno turco naturale che sfrutta il calore endogeno. Il suono costante del gocciolio rimbomba tra le pareti strette. Accanto alle vasche moderne i resti delle antiche terme romane e medievali testimoniano secoli di frequentazione illustre, da Gregorio IX a Niccolò V, che qui fece edificare il primo palazzo termale nel 1450. Il fango naturale viene estratto dal laghetto del Bagnarello e lasciato maturare 12 anni in acqua termale per conservarne le proprietà organolettiche. Il contrasto tra il freddo dell'aria esterna e il calore minerale della vasca definisce qui il ritmo della sosta.