Le Terme Stufe di Nerone e il calore millenario dei Campi Flegrei
45 Via Stufe di Nerone Bacoli
A cura di: Stefano Raso | Foto di Denghiù, Pubblico Dominio via Wikimedia Commons
Tra Baia e Pozzuoli i vapori naturali delle cavità tufacee incontrano le acque sorgive a ottanta gradi per un rito di benessere antico di duemila anni.
Il vapore caldo sale dalle fenditure della roccia vulcanica e avvolge le pareti di tufo giallo. In questo lembo di Campi Flegrei il calore della terra non è un concetto astratto ma una presenza fisica che satura l'aria. Le Stufe di Nerone occupano un'area dove l'attività geotermica si manifesta attraverso sorgenti che sgorgano a temperature variabili tra i 74°C e gli 80°C. L'acqua salso-bromo-iodica fluisce nelle vasche all'aperto circondate da palme, tamerici e ulivi. Il contrasto termico tra l'ambiente esterno e l'acqua a 35°C genera un velo di nebbia perenne sulla superficie delle piscine.
All'interno delle grotte scavate nel fianco della collina l'umidità raggiunge saturazioni elevate. Gli ambienti termali ricalcano le antiche cavità di epoca romana, mantenendo l'impostazione delle stufe scavate nel tufo. Nel parco termale i sentieri collegano le zone di fangoterapia alle sorgenti storiche che alimentavano già i complessi termali dell'epoca imperiale. L'odore dello zolfo si mescola alla fragranza della macchia mediterranea circostante. La luce del golfo di Pozzuoli filtra tra le fronde mentre il corpo sperimenta la spinta idrostatica delle acque minerali ricche di sali. Ogni elemento del paesaggio racconta una geologia viva che trasforma l'energia del sottosuolo in una risorsa terapeutica.

