Il respiro minerale delle Terme di Arta nella Valle del But

1 Via Nazionale Arta Terme


A cura di: Stefano Raso | Foto di: Enrico Caracciolo 

Tra i profili della Carnia, l'acqua sulfurea sgorga fredda per alimentare i protocolli terapeutici e le vasche panoramiche dello stabilimento friulano.

L’acqua della sorgente Pudja emerge dal sottosuolo a una temperatura di 8,3°C. Qui, la materia liquida è una soluzione solfureo-solfata-calcico-magnesiaca che definisce ogni pratica dello stabilimento. Grandi vetrate trasparenti annullano il confine tra le vasche interne e il paesaggio montano. La struttura segue un’articolazione razionale. Gli spazi dedicati alla fango-balneoterapia e alle cure inalatorie mantengono il rigore di un centro accreditato presso il Servizio Sanitario Nazionale.



Nelle piscine, la temperatura dell’acqua sale e si stabilizza in un intervallo tra i 31°C e i 36°C. Il calore dell'acqua accoglie i gesti lenti dell'idrochinesiterapia e i percorsi di riabilitazione motoria. Negli ambulatori si eseguono cicli specifici per la sordità rinogena attraverso aerosol e nebulizzazioni. L’area wellness raccoglie saune, bagno turco e docce emozionali. Ogni ambiente è funzionale ai protocolli sanitari. L'odore tipico dello zolfo segnala la presenza costante della sorgente Pudja. Il metallo delle attrezzature e le superfici delle aree relax si alternano lungo i corridoi. Il complesso separa i flussi delle terapie mediche dalle attività del centro estetico, mantenendo la centralità della risorsa minerale alpina.