Terme di Acqui: il rito millenario tra i vapori della Bollente
5 Via XX Settembre Acqui Terme
A cura di: Stefano Raso | Foto di Enrico Caracciolo
L'architettura ottocentesca si unisce alle sorgenti ipertermali in un sistema che attraversa il centro storico e la zona Bagni, tra marmi e vasche di maturazione.
Qui l'acqua emerge a 74°C nel cuore della città, presso l’edicola marmorea della Bollente. Il calore della sorgente si manifesta nella zona centrale dove il marmo circonda il punto di uscita della risorsa sulfureo-salso-bromo-iodica. All'interno dello stabilimento Nuove Terme, gli spazi si dilatano in sale dai soffitti alti, tipiche dell'edilizia termale sabauda, dove si esegue la fangobalneoterapia. Il fango occupa vasche specifiche per la maturazione, trasformandosi attraverso il contatto prolungato con l’acqua minerale. Oltre il ponte sul Bormida, lo scenario muta nello stabilimento Regina. In questo settore della zona Bagni, le temperature delle sorgenti variano tra i 19°C e i 50°C, alimentando i reparti dedicati alla sordità rinogena e alla riabilitazione respiratoria. All’esterno, la Piscina Monumentale definisce il perimetro dell’area con la sua vasca all’aperto, attiva nei mesi estivi. Ogni elemento, dalla consistenza dei fanghi alla temperatura delle diverse captazioni, risponde a una funzione terapeutica certificata. La pietra degli stabilimenti e la continuità del flusso idrico documentano un utilizzo iniziato con le Aquae Statiellae romane, mantenendo l'attività sanitaria come perno dell'identità urbana.

