Pozza dei Fanghi a Vulcano: argille termali e fumarole solfuree
Strada Comunale Vulcano Porto Vulcano Porto Lipari
A cura di: Stefano Raso | Foto di Ji-Elle, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons
Un bacino naturale di argille calde sorge a pochi passi dal mare delle Eolie, alimentato da sorgenti ipertermali e costanti emissioni gassose.
Qui, nello spazio che separa l'isola dal rilievo di Vulcanello, il suolo restituisce calore attraverso un bacino alimentato da sorgenti ipertermali e fumarole. Il sistema vulcanico spinge fluidi e gas direttamente dalle profondità verso la superficie, dove l'acqua si increspa per la risalita costante di bolle. L'anidride carbonica e l'acido solfidrico firmano l'aria con il tipico odore di uova marce delle esalazioni gassose.
Il fondo della pozza trattiene una consistenza fangosa e densa. Lungo i margini della vasca, lo zolfo e i minerali affiorano definendo una tavolozza di incrostazioni gialle e biancastre. Nei punti in cui i fluidi erompono dal sottosuolo, le temperature misurate oscillano tra 35 e 50 °C. Boro, potassio e sodio integrano la complessa composizione chimica del sito. Nel tratto di costa adiacente, denominato "Acque Calde", le fuoriuscite gassose risalgono dal fondale marino e alterano la temperatura del mare.
L'accesso è subordinato alle ordinanze del Comune di Lipari e al monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il sentore sulfureo aderisce alla pelle e resiste ai lavaggi per diversi giorni dopo l'immersione. In questo ambiente l'argento subisce un rapido processo di solforazione. Il contatto con i vapori minerali trasforma la superficie del metallo, che perde lucentezza e assume una colorazione scura.

