Pont d’Ael - l’ingegneria romana sospesa nel vuoto

Pont d'Aël Aymavilles AO


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo

A picco sul torrente Grand Eyvia, il ponte-acquedotto del 3 a.C. rappresenta una delle opere di ingegneria idraulica più audaci e meglio conservate dell'arco alpino.

Nel comune di Aymavilles, all’imbocco della Valle di Cogne, il Pont d’Ael si staglia sopra una forra profonda oltre sessanta metri. La pietra tagliata con precisione millimetrica sfida la gravità dal 3 a.C., anno in cui Caius Avillius Caimus, appartenente a una gens di facoltosi imprenditori che lavoravano all’estrazione del marmo nelle vicine cave, fece costruire l'opera a proprie spese. Il ponte è una struttura ad arcata unica, lunga oltre 60 metri e larga circa 2,20, realizzata in blocchi di calcare locale estratti dalle cave limitrofe. Qui l'architettura romana rivela la sua doppia natura: il livello superiore ospitava originariamente un canale per l'irrigazione, mentre il livello inferiore nasconde un camminamento utilizzato per secoli come passaggio per uomini e bestiame, percorribile ancora oggi.



L'atmosfera all'interno del corridoio sotterraneo è carica di una frescura costante, dove la luce filtra attraverso strette feritoie laterali che illuminano il pavimento in lastre di pietra. Qui il visitatore sperimenta la sensazione di attraversare il canyon "dentro" la struttura stessa, protetto da possenti pareti che sostengono l'intero carico. Un’iscrizione monumentale ancora visibile sul fronte nord ricorda il committente e lo scopo privato dell'opera, destinata probabilmente all'attività estrattiva del marmo bardiglio. La consistenza ruvida della pietra, i segni dei cunei di ferro usati per lo spacco e la vista vertiginosa che si gode dal piano stradale superiore definiscono un'esperienza tattile e visiva unica. Il sapiente restauro della struttura ha integrato passerelle in vetro che permettono di osservare la stratificazione storica del sito, rendendo tangibile il genio tecnico che ha permesso a questo manufatto di resistere per oltre duemila anni ai rigori del clima alpino.