Marcello Aversa: l'universo infinitesimo della terracotta

3 Via Antonino Sersale Sorrento


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo

Nel cuore di Sorrento un laboratorio di pochi metri quadrati custodisce sculture in miniatura dove l'argilla si trasforma in narrazioni corali.

L'odore di terra bagnata e polvere di creta riempie l’aria di questa bottega situata tra le mura cinquecentesche di via Sersale, a pochi passi dal decumano maggiore. Qui Marcello Aversa modella blocchi di argilla locale trasformandoli in strutture piramidali, alberi della vita e scene sacre che sfidano le leggi della materia. Il silenzio del laboratorio è interrotto solo dal fruscio millimetrico degli stecchini di legno e degli aghi utilizzati per definire i tratti di figure umane grandi appena pochi millimetri. In questo luogo la temperatura è mantenuta costante per permettere l’essiccazione lenta dei pezzi, evitando crepe fatali prima della cottura in forno a circa 980 gradi. Ogni opera nasce da un unico blocco di argilla, senza l’ausilio di stampi, seguendo una tecnica che affonda le radici nel Settecento napoletano ma che qui trova una sintesi miniaturizzata estrema. La luce di una lampada da banco isola il piano di lavoro dove la precisione del gesto manuale sostituisce ogni supporto meccanico. L'Albero della Vita, nota anche con il titolo Vita semper vincit, è una delle opere più iconiche del maestro ceramista. Si tratta un monoblocco in terracotta di straordinaria complessità, composto da migliaia di minuscoli pezzi (foglie, fiori e figure) modellati a mano con l'ausilio di una punta di spillo. Generalmente l’opera è esposta nella Cattedrale.

Le pareti della bottega ospitano teche di vetro dove le composizioni monumentali, pur nelle dimensioni ridotte, catturano lo sguardo attraverso una stratificazione di dettagli che richiede una visione ravvicinata e lenta.