Salvatore Gargiulo: l’arte della tarsia tra i vicoli di Sorrento

33 V. Fuoro Sorrento


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo

Nel centro storico sorrentino la bottega di Salvatore Gargiulo custodisce la precisione millimetrica di un’arte che trasforma il legno in pittura.

All’interno del laboratorio di via Fuoro l’aria è densa dell'odore aspro della colla di pesce e di quello dolce delle essenze lignee appena tagliate. Qui il bancone da lavoro mostra i segni profondi di decenni di attività artigianale. La luce naturale filtra dalle finestre e illumina centinaia di minuscoli tasselli in noce, arancio, ebano e bosso ordinati per sfumatura cromatica. Il silenzio è interrotto solo dallo scorrere leggero del seghetto a traforo che incide lastre di legno dallo spessore di pochi millimetri. La tecnica della tarsia richiede una pazienza assoluta: ogni frammento viene accostato all’altro per comporre scene di vita quotidiana o complessi motivi geometrici. 



Le dita sfiorano le superfici levigate che risultano setose e fredde al tatto prima della lucidatura finale. Sulle pareti sono appesi i disegni preparatori e i campioni di legni rari pronti per essere intarsiati. Il gesto di Salvatore Gargiulo è rapido e preciso mentre inserisce gli intarsi con l’aiuto di piccoli martelli e colle naturali. La polvere di legno finissima ricopre gli strumenti in ferro e le presse meccaniche che fissano le opere. Questo luogo rappresenta la memoria vivente di una tradizione nata nel XIX secolo e portata avanti con rigore tecnico. Le scatole e i pannelli finiti riflettono la luce con una brillantezza naturale che esalta le venature delle fibre. Ogni pezzo che esce dalla bottega porta con sé il calore della materia viva e la perizia di un occhio abituato a vedere il disegno nascosto tra le venature.