Mart di Rovereto, dove il cemento si apre alla luce del cielo

43 Corso Bettini Rovereto


A cura di: Stefano Raso | Foto di Silvana Gallio, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

La cupola di acciaio e vetro definisce lo spazio espositivo e ridisegna il profilo urbano tra le montagne trentine.

Il profilo architettonico del Mart si inserisce nel tessuto di Rovereto attraverso un dialogo tra i volumi storici e la modernità del progetto firmato da Mario Botta. Il fulcro dell'opera è la grande piazza centrale, sormontata da una cupola di acciaio e vetro che si solleva per venticinque metri e riprende le proporzioni del Pantheon. Il rivestimento in pietra gialla di Vicenza definisce le superfici esterne, riflettendo la luce zenitale che filtra dalla struttura radiale superiore.

La geometria governa il percorso espositivo, dove feritoie e ampie aperture inquadrano le vette circostanti, integrando il paesaggio alpino nel disegno degli spazi interni. All’interno delle sale, il rigore delle pareti bianche mette in risalto lo sviluppo delle avanguardie del Novecento, con un focus centrale sulle opere futuriste di Fortunato Depero. La successione delle gallerie segue un ordine logico che permette di passare dalle sperimentazioni storiche alle installazioni contemporanee, mantenendo una continuità visiva tra le strutture di sostegno e le superfici espositive.

Oltre le aree dedicate alle mostre, il complesso ospita una biblioteca specializzata che custodisce un vasto patrimonio librario tra scaffalature metalliche e arredi in legno. L’intera struttura del Mart agisce come un punto di raccordo tra la pietra locale e la trasparenza della calotta circolare, ponendosi come elemento di mediazione tra la solidità del costruito e l'apertura verso il cielo del Trentino.