San Maurizio al Monastero Maggiore: il racconto della pittura

15 Corso Magenta Milano


A cura di: Stefano Raso | Foto: Giovanni Dall'Orto, CC BY-SA 2.5 via Wikimedia Commons

Oltre la soglia di Corso Magenta si svela un’architettura interamente rivestita dai cicli di affreschi di Bernardino Luini, testimonianza integra del Rinascimento milanese.

La facciata in pietra di Ornavasso su Corso Magenta non tradisce l'esuberanza interna. San Maurizio al Monastero Maggiore si presenta come un organismo architettonico doppio, progettato per rispondere alle esigenze della clausura: da un lato l’Aula dei Fedeli, dall'altro il vasto Coro delle Monache. A unirle e dividerle è il tramezzo, una parete che funge da enorme tela dove la scuola leonardesca ha lasciato la sua impronta più sistematica.

L'osservazione rivela un'assenza totale di vuoto. Ogni superficie, dalle cappelle laterali ai loggiati, è saturata da figure che ripercorrono la storia della cristianità e della committenza milanese. Bernardino Luini, protagonista della decorazione, ha impresso nei volti dei santi e dei donatori quella tecnica dello sfumato che definisce il carattere della pittura lombarda del primo Cinquecento. L'oro zecchino dei dettagli e l'azzurro dei pigmenti profondi scandiscono la successione delle scene, mantenendo una vivacità cromatica preservata nei secoli dall'isolamento del monastero.

Varcando la porta che conduce al Coro, la prospettiva cambia. Qui la struttura si fa intima: gli stalli lignei del 1554 dialogano con le pareti dipinte, dove compaiono le opere dei figli di Luini, Aurelio e Giovan Pietro. Spiccano le raffigurazioni dell'Arca di Noè e dei santi martiri, inserite in architetture dipinte che dilatano lo spazio fisico della chiesa.

San Maurizio non è una semplice pinacoteca, ma un palinsesto storico che integra le vestigia romane del vicino Museo Archeologico con la memoria della più influente comunità monastica femminile della città. Un luogo dove il rigore della regola claustrale si riflette nell'ordine meticoloso di una narrazione per immagini che non concede interruzioni.