Apiario di Comunità: il patto tra l’uomo e le api a Castel del Giudice
Zona Industriale, Castel del Giudice (IS), Molise
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Comune di Castel del Giudice
Un modello di apicoltura collettiva dove il recupero dei terreni marginali favorisce la biodiversità e la produzione di un miele espressione del territorio appenninico.
Sui pendii che degradano verso la valle del Sangro l’apiario di comunità di Castel del Giudice si configura come un laboratorio a cielo aperto di democrazia partecipata. Qui la gestione delle arnie non appartiene al singolo, ma a una rete di apicoltori locali, cittadini e amanti della natura che collaborano alla cura delle famiglie di api. L’aria intorno alle postazioni è pervasa dal profumo resinoso della propoli e dalla fragranza dei fiori di campo e delle erbe spontanee dell’Alto Molise. Il ronzio costante di migliaia di ali crea un sottofondo vibrante che testimonia la salute dell’ecosistema circostante. Le arnie, disposte in file ordinate tra le fioriture di ciliegio e melo, sono costruite con legno naturale e materiali rispettosi dell’ambiente. Il lavoro segue i ritmi lenti delle stagioni: dal controllo primaverile delle scorte alla smielatura estiva effettuata con metodi artigianali che preservano i pollini e gli enzimi del miele. Questa organizzazione permette anche a chi non possiede terreni di partecipare alla filiera produttiva, garantendo al contempo un monitoraggio costante della qualità ambientale attraverso il comportamento delle api. L’Apiario di Comunità di Castel del Giudice produce un miele millefiori espressione della biodiversità floreale che sboccia sull’Appennino tra l’Alto Molise e l’Abruzzo: il frutto degli incessanti voli delle oltre 20 milioni di api dei circa 300 alveari, che ora popolano un’area che si conferma terra fertile di apicoltura. Ogni vasetto di miele prodotto diventa il risultato di un impegno corale volto alla rigenerazione di un’area interna. La sosta presso l'apiario permette di osservare da vicino la complessità sociale dell'alveare, riflesso della cooperazione umana che sostiene l'intero progetto.

