Duomo di Sovana: la solennità del tufo tra romanico e gotico
1 Via del Duomo Sovana
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo
Isolata ai margini dell’abitato la Concattedrale di San Pietro sorge sopra un’antica acropoli e racchiude nelle sue mura la transizione tra due epoche architettoniche.
All'estremità occidentale del borgo di Sovana il Duomo si erge solitario immerso nel silenzio. Qui la pietra tufacea assume tonalità calde che variano dall'oro all'ocra a seconda dell'inclinazione solare. L'accesso avviene attraverso un portale laterale riccamente decorato con figure antropomorfe, motivi floreali e simboli biblici che riflettono la cosmogonia medievale. L'atmosfera all'interno è immobile, impregnata dell'essenza della pietra antica. Le tre navate mostrano un raro equilibrio tra le massicce forme romaniche e le prime spinte verticali del gotico evidente nelle volte a crociera e negli archi a sesto acuto. I capitelli in marmo bianco, scolpiti con precisione millimetrica, interrompono la continuità cromatica del tufo e raccontano storie dell'Antico Testamento. In fondo alla navata sinistra si trova l'urna contenente le spoglie di San Mamiliano, protettore del borgo. La cripta sottostante, sostenuta da agili colonne, è pervasa da una luce soffusa che invita al raccoglimento. Ogni elemento costruttivo, dai blocchi quadrati delle pareti esterne alla complessa decorazione dell'abside, testimonia l'importanza di Sovana come sede vescovile tra l'XI e il XII secolo. Questo edificio non è solo un monumento religioso, ma un palinsesto di pietra dove il potere temporale e quello spirituale si sono fusi in un'armonia architettonica senza tempo.


