Mara Funghi: la metamorfosi della terra nel segno del raku

11 Piazza della Chiesa Sorano


A cura di Enrico Caracciolo | Foto di Mara Funghi

Nel cuore scavato del borgo toscano l'esperienza internazionale della ceramista Mara Funghi trasforma l’argilla e il tufo in sculture che parlano la lingua del fuoco.

Nel cuore di Sorano la bottega Maraku occupa spazi dove la roccia vulcanica si fonde con le mura delle abitazioni. Dopo un lungo percorso passando da Capri, Torino, Venezia e Amsterdam si è fermata in Maremma. Mara Funghi riscopre il legame con la sua terra d'origine integrando nel lavoro materie primordiali: l’argilla viene modellata in forme che richiamano le stratificazioni geologiche della Maremma interna. Inizialmente affascinata dalle antiche tecniche etrusche di cottura del bucchero trova la sua massima espressione nella tecnica giapponese del Raku. Ogni pezzo subisce lo shock termico del raku che produce cavillature e sfumature metalliche mai identiche tra loro. La temperatura fredda dell’acqua in cui viene immersa la ceramica appena sfornata contrasta con il calore delle ossidazioni che emergono durante la riduzione. Le dita sfiorano texture ruvide che riproducono la porosità delle pareti delle Vie Cave circostanti. La tecnica si fonde con un rito spirituale interiore che coinvolge energia e creatività. Il gesto di Mara è preciso e calmo mentre modella il vuoto e la materia. La luce naturale mette in risalto le crepe e le imperfezioni volute che rendono ogni manufatto un frammento di paesaggio. In questo luogo la ceramica smette di essere solo un oggetto per diventare una sintesi visiva tra biografia personale e identità territoriale.