Necropoli di Sovana: l’architettura dei re e i misteri della Vie Cave

Sovana Sorano GR


A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo

Nel Parco Archeologico del Tufo la Tomba Ildebranda, il Cavone e la Via di San Sebastiano rappresentano l'apice della maestria etrusca nell'integrare il sacro con la geologia.

A pochi chilometri dal borgo di Sovana il sentiero conduce davanti alla mole della Tomba Ildebranda. Qui il monumento, interamente scavato in un unico enorme blocco di tufo nel III secolo a.C., restituisce l'immagine di un tempio greco con colonne, fregi e un alto podio. L'odore del tufo bagnato si mescola a quello del bosco circostante mentre la luce evidenzia le sfumature rosate e ocra della pietra. Proseguendo verso il Cavone la dimensione dello scavo si fa ancora più imponente. Questa via cava è una delle più ampie della zona e presenta sulle pareti numerose croci e iscrizioni medievali che testimoniano il lungo riuso cristiano di questi percorsi pagani. Poco distante la Via Cava di San Sebastiano si addentra nel terreno con pareti che raggiungono i venti metri d’altezza. Il silenzio è assoluto, interrotto solo dal ronzio degli insetti e dallo sgocciolio dell'acqua lungo le pareti di roccia porosa ricoperte di felci. In questo corridoio ciclopico il fondo stradale presenta ancora i solchi lasciati dai carri. Da non perdere anche la monumentale Tomba delle Sirene. La frescura delle zone d'ombra contrasta con il tepore delle radure dove emergono le tombe a edicola o a camera. Camminare in questi spazi significa attraversare una cattedrale naturale dove l'ingegno umano ha assecondato la fragilità della pietra vulcanica. Ogni dettaglio, dalle nicchie votive ai sistemi di canalizzazione delle acque piovane, racconta un legame inscindibile tra il rito della morte e la vita quotidiana delle genti etrusche. Nei pressi di Sorano merita una visita la via Cava di San Rocco nei pressi di un bel punto panoramico.