Il Giardino della Kolymbethra e gli ipogei nella Valle dei Templi

Viale Caduti di Marzabotto Villaseta Agrigento


A cura di: Stefano Raso | Foto di FAI, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

Ad Agrigento, il recupero del FAI restituisce un ecosistema di acque millenarie che alimenta agrumeti storici e piante secolari.

Oltre il ciglio della rupe, dove il sole batte sulla pietra nuda dei templi, il paesaggio della Valle dei Templi sprofonda improvvisamente in una conca d'ombra. In questo avvallamento, protetto dai venti, il tempo sembra seguire il ritmo lento dei tronchi contorti degli ulivi e delle chiome lucide degli aranci. Mentre sulle alture domina il calore, scendendo verso il fondo della valletta l'aria cambia, facendosi più fresca.

Il percorso è segnato dal sistema di irrigazione: piccoli canali scavati nella terra guidano l’acqua verso le radici di piante secolari. Qui la terra restituisce i colori accesi dei limoni che contrastano con il verde scuro del fogliame. Il sistema degli ipogei, progettato secondo l’ingegneria idraulica di epoca greca (V secolo a.C.), alimenta ancora oggi la rete irrigua della conca che, in origine, ospitava la grande vasca della Colymbethra, destinata alla raccolta delle acque e all'allevamento della fauna ittica.

Lungo le sponde delle gore, l'umidità costante favorisce la crescita di una vegetazione fitta, dove il fruscio delle foglie di mandorlo accompagna il passaggio. I rami carichi di pompelmi e cedri si piegano verso il suolo, creando zone di ombra densa. Poco lontano, l’imbocco dei cunicoli scavati nel tufo rivela i varchi del sistema sotterraneo, dove l’umidità impregna le pareti porose della roccia. All'esterno, la luce accende i toni ocra della pietra: qui la manutenzione costante dei curatori preserva un equilibrio botanico e archeologico che si rinnova da millenni.