Museo della Liquirizia Amarelli: l’anima nera della Calabria
Contrada Amarelli Rossano Stazione
A cura di: Stefano Raso | Foto di Amarelli, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons
Tra le mura di una residenza storica, che dal Settecento ospita il "concio" per l'estrazione del succo, si conserva la memoria di una pianta che ha segnato l'economia del territorio.
L'ingresso nel complesso della famiglia Amarelli introduce a un'esposizione che ripercorre le fasi della lavorazione della Glycyrrhiza glabra. All'interno del museo, la luce illumina le teche in legno e vetro che custodiscono i registri contabili compilati a mano, gli antichi stampi in bronzo e le scatole in latta che hanno reso il marchio riconoscibile nel tempo. Il percorso espositivo attraversa ambienti dove sono conservati macchinari industriali d'epoca, tra cui caldaie e presse utilizzate per la trasformazione della fibra.
L’allestimento documenta il passaggio dalla radice legnosa al prodotto solido, nero e lucido. Nelle sale dell'archivio sono conservate fotografie in bianco e nero che ritraggono le fasi della raccolta nei campi e i momenti della cottura del succo nei grandi calderoni. All'esterno, la struttura del palazzo testimonia la continuità di un'esperienza imprenditoriale iniziata ufficialmente nel 1731, quando la famiglia decise di industrializzare un sapere agricolo già diffuso nell’area. La visita termina nel giardino, tra le architetture in pietra che definiscono il perimetro di questo sito di archeologia industriale ancora attivo.

