Il WiMu di Barolo e l'allestimento immersivo di François Confino

P.za Falletti Barolo Barolo


A cura di: Stefano Raso | Foto di Taz, CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons

Tra le mura del Castello Falletti di Barolo si snoda un percorso sensoriale che trasforma la storia del vino in una narrazione fatta di luci e ombre.

Nel perimetro del Castello Falletti di Barolo, la narrazione del vino abbandona la didattica tradizionale per farsi installazione. Il WiMu (Wine Museum) è un itinerario strutturato dall’architetto François Confino per trasformare la storia dell’enologia in un’esperienza immersiva, integrata nelle architetture del maniero.

Il percorso segue un asse discendente che ha inizio al terzo piano, dove l'allestimento esplora l'interazione tra vino ed elementi naturali. L'esposizione integra dispositivi meccanici che richiedono l'intervento diretto del visitatore: l'attivazione di manovelle e meccanismi a incastro illustra il ciclo delle stagioni e le variabili climatiche. François Confino utilizza proiezioni e installazioni luminose per inserire figure di contadini e intellettuali nelle sale del castello, stabilendo un nesso visivo tra l’evoluzione del borgo e la stratificazione della cultura enologica locale.

Scendendo verso il cuore della struttura, l'esposizione si concentra sulla dimensione sociale e storica. Gli arredi originali della Marchesa Giulia di Barolo convivono con scenografie contemporanee e apparati infografici, delineando il passaggio dalla tradizione rurale ottocentesca alla moderna produzione vinicola.

La sezione conclusiva attraversa le cantine storiche, dove le botti monumentali segnano il passaggio verso il piano seminterrato. Qui ha luogo l’esperienza dell'assaggio guidato: un momento di analisi sensoriale che riporta il visitatore alla dimensione tecnica del vino, prima di concludere l'itinerario tra le bottiglie dell'Enoteca Regionale del Barolo.