Umberto 1916 – Le radici e l’autenticità al potere
11 Vico II Alabardieri
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto: Enrico Caracciolo
La cucina tradizionale e la pizza verace esprimono in questo storico locale la convivialità e la semplice eleganza del mangiare napoletano.
Nella Napoli contemporanea la cucina identitaria, che racconta storie e anima della città, viene travolta da profumi e sapori che cercano di copiare le tradizioni ma percorrono rotte dispersive allontanandosi dalla Napoli verace. Fortunatamente esistono porti sicuri e uno di questi è il ristorante e pizzeria Umberto, nel cuore di Chiaia, dove la cucina napoletana esprime le radici della tradizione e l’eleganza di un’interpretazione contemporanea mai troppo elaborata e fedele a sapori e consistenze partenopee. Dal 1916 la trattoria “Don Umberto” fondata da Ermelinda e Umberto è un punto di riferimento in città e mette d’accordo tutti i buongustai che vedono nella cucina napoletana un modus vivendi, a cominciare da condivisione e convivialità. Punti cardinali di Umberto sono ragù, pasta e patate, genovese e pizza. Ma il viaggio racconta storie importanti: dalle polpette di ceci di Controne con la mousse di baccalà, alle frittatine di pasta e la mozzarella in carrozza come antipasti, ai Paccheri di Gragnano “d’o treddeta” (soprannome di Umberto) con polipetti, olive e capperi, alla pasta e patate con provola o gli strepitosi Ziti alla genovese “ramata” tra i primi; alle polpette di Nonna Ermelinda e il calamaro ripieno tra i secondi; mentre tra i dolci il buonissimo tiramisud!
E come tradizione vuole Umberto è anche una delle pizzerie più apprezzate della città. Massimo Di Porzio, ha le idee chiare in proposito: “La tradizione è alla base di un processo storico e culturale; l’innovazione è un processo che deve saltare la qualità. La pizza contemporanea va benissimo quando non c’è improvvisazione e rispetto di antiche radici”. La pizza di Umberto è espressione fedele e autentica del primo street food partenopeo


