Casa Rossi - “Omnia mea mecum porto”
32 Via Nazionale Soci AR
A cura di: Enrico Caracciolo | Foto di Enrico Caracciolo
Alla scoperta di Casa Rossi in Casentino, dove l'ironia di un collezionista unico unisce la tradizione rurale al geniale e provocatorio Museo del Kitsch.
“Vivo nell’autocelebrazione di me stesso” è la dirompente presentazione di Francesco Maria Rossi, impiegato rurale, cabarettista, attore, scrittore di gusto e amante del cattivo gusto. Collezionista e accumulatore compulsivo, protagonista della sedimentazione globale che diventa ragione di vita, come gesto liberatorio estremo ha fondato la “Wunderkrammer – Stanza del Basilico – Museo del Kitsch, Trash & Camp” definita dall’antropologo Mario Turci “una stanza magica, opera museale mai finita e mai da finire, erotismo delle cose e poesia dell’accumulare”. In una memorabile intervista al quotidiano La Stampa ha raccontato come convertirsi al kitsch per una vita esagerata e felice. Alle dodici e trenta del ventitré novembre duemiladieci, alla presenza dell’archeologo, storico e museologo mondiale Hugues De Varine – l’inventore degli ecomusei – ha pronunciato il motto già citato da Cicerone nei Paradoxa: Omnia mea mucum porto, vale a dire “tutto ciò che ho di buono lo porto con me”, fondando il “Museo di se stesso”, autoproclamandosi patrimonio sostenibile dell’umanità.
Con l’automuseificazione Francesco Maria Rossi raggruppa tutte le sue opere, tra le quali il citato Museo del Kitsch, il Gabinetto dell’accumulo compulsivo e della paccottiglia, il Focolare dei ricordi e la Raccolta Rurale “Casa Rossi” (oltre duemila oggetti e documenti conservati nel granaio di famiglia e inseriti nell’Ecomuseo del Casentino), il Grand Tour nel paese dell’anima, Transumando & Accumulando. Benvenuti dunque nel “Museo di Me stesso” di FMR! Tra la materialità delle cose e l’immaterialità del gesto concettuale c’è la vita di Francesco Maria Rossi. Nel suo mondo affollato di cose c’è uno spazio infinito per la libertà, un campo di gioco dove prendere a calci i luoghi comuni, trasformare in bellezza il cattivo gusto, tradurre la pesantezza in leggerezza. Il Casentino è terra di santi, eremiti, poeti, streghe, mugnai, mastri birrai e musei viventi. Anzi, museo vivente. Perché di Francesco Maria Rossi ce n’è solo uno. A Soci, nel cuore del Casentino, si può entrare nel mondo di Francesco Maria Rossi dove si può visitare l’Ecomuseo di Casa Rossi (agricolo-pastorale) e l’Egomuseo Wunderkrammer – Stanza del Basilico – Museo del Kitsch, Trash & Camp.


