Collezione Anatomica "Paolo Gorini"

1 Via Agostino Bassi Lodi


Consigliato da: Federica Botta e Alessandro De Rossi

Paolo Gorini, il dottor Jekyll lodigiano

Fine ottocento, nel Nord Italia ancora sottomesso agli Austriaci. Scienza, arte e letteratura si mescolano nell’atmosfera gotica di Frankenstein, del Conte Vladimir e del dr. Jekyll e mr. Hyde. I rampolli borghesi frequentano l’università dove le lezioni di anatomia sono autopsie pubbliche, al suono dei violini. Le logge segrete raccolgono poeti maledetti, romanzieri noir, “scapestrati” di ogni arte, patrioti romantici per creare l’uomo nuovo della società nuova. Distrutta l’inutile superstizione della fede l’Illuminismo vuole una nuova scienza per sconfiggere persino la morte. Paolo Gorini, di famiglia borghese, si laurea in matematica grazie al parroco, ma è appassionato di geologia e pietrificazione. Alto e magro, giovane e bello, vestito di una lunga palandrana nera, arriva a Lodi nel 1834 per studiare la tecnica di conservazione del corpo oltre la morte, non mummificando, ma trasformando la carne in roccia. Lavora di notte, in una chiesa sconsacrata, per sfruttare il freddo sui “suoi” cadaveri, creature deformi o salme di filantropi regalate all’università. Per risparmiare, li trasporta nella nebbia dell’alba con una carriola. Solo alcuni anni fa, grazie alla scoperta di un taccuino di appunti, è stato possibile riprodurre le sue preziose formule che pare abbiano pietrificato il Mazzini e forse persino Mao. Alla Collezione Anatomica dell’Ospedale Vecchio accompagna il dr. Alberto Carli, con la medesima passione del maestro per fossilizzazione, filosofia, pietrificazione, poesia, morte e sopravvivenza. In tanto scientismo, il centro dello studio era il legame tra anima e corpo, quel culto esoterico che affascinò Napoleone dopo la scoperta dei Faraoni e che influenzò un’intera generazione. Non adatta ai deboli di stomaco o agli animi sensibili, questa insolita finestra sulla Storia Risorgimentale d’Italia svela un mondo parallelo: non solo moti e barricate, opere verdiane e bandiere, ma l’eterna domanda dell’uomo sulla vita e sulla morte.