Le Porte Narranti
2 Via Milano San Benedetto Ullano CS
Consigliato da: Paolo Simoncelli
San Benedetto Ullano, le porte che raccontano
San Benedetto Ullano è un’isola linguistica e come tale vive al di fuori del tempo. Gli abitanti spuntano dai vicoli come dalle nebbie del passato, poi l’eco della lingua arbëreshë lievita lungo le strade. Da cinque anni per conoscere storia e cultura della piccola comunità, basta aguzzare la vista. Vagando per il centro storico troverete vecchie porte in ferro, in legno, di anonime case, di nobili palazzi o incorniciate da antichi portali in pietra. La particolarità è che alcune non sono neutre visioni o scoloriti ricordi ma opere d’arte che raccontano. Sono le “porte narranti”. Colori cupi o fulminanti riportano in vita maghi e cavalieri, dame e castelli, monaci e guerrieri. Almeno fino a quando le porte si aprono e allora le storie diventano schegge impazzite. Sono state realizzate dal 2019 al 2023 in occasione dell’estemporanea di pittura. Gli artisti del territorio cosentino, più o meno cinque per ogni edizione, arrivano a Ullano a metà agosto. E restano tre giorni. Realizzano l’opera in diretta, rincuorati, coccolati, a volte consigliato dagli abitanti. Le porte raccontano storie antiche, secolari: l’epoca romana, medievale, l’arrivo dei profughi albanesi nella seconda metà del ‘400, i santi locali, San Giuseppe e San Benedetto. Ognuna dipinta con un pezzo di storia del borgo. Tra questi il castello di Ullano di Francesco Gravina; Rocca la normanna, signora del castello a metà dell’anno 1000, di Antonio Viscardi; lo stradiotto Teodoro Musacchio, primo albanese giunto qui nel 1446, di Antonio Oliva; il monachesimo italo-greco di Francesco Ortale; Giorgio Castriota Scanderbeg, l’eroe dell’indipendenza albanese di Francesco Serise. Una porta è la più inquietante di tutte. Raffigura Romano, abate del monastero del paese dal 1289 al 1292, catigumeno e ieromonaco, maestro d’arte calligrafa, dipinto da Guido Maria Astorino, l’artista-stregone. Per trovare le porte, una sorta di museo diffuso, basta vagare senza meta per il centro storico. Ogni porta ha un numero, la descrizione dell’opera e dell’autore. Potete arrivare di giorno, di notte, d’estate, d’inverno. Le porte saranno sempre qui, a raccontare. Nascoste dalla neve o bruciate dal sole a quaranta gradi.

