Piramidi di terra a Perca

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Consigliato da: Paolo Simoncelli

Piramidi di Perca, i nani pietrificati

Superata la località Vila di Sopra, prendendo il sentiero che in trenta-quaranta minuti di sali-scendi tra boschi e ampie vallate porta alle “piramidi di terra”, guardate, se ci sono, le nuvole. I batuffoli bianchi sono innocue visioni, i neri banchi invece, sono carichi di pioggia. È stata l’erosione dell’acqua ad aver plasmato nei millenni le spettacolari piramidi. I grigi pinnacoli alti fino a trenta metri, dai colori mutevoli, schierati in un selvaggio canyon, appaiono l’uno accanto all’altro. Una scalinata scende nel bosco permettendo, da terrazze panoramiche dislocate a diverse altezze, la visione ravvicinata delle formazioni geologiche. Non sono mai uguali a sè stesse le piramidi. Mutano di frequente la morfologia, erose, lavorate ai fianchi dai pugili più ostinati, la pioggia, il vento, il ghiaccio. Molte hanno strani macigni sulla cima, in precario equilibrio. Come fanno a non cadere? Sono proprio i massi sulla punta, una sorta di “parrucca di pietra”, a garantire la stabilità dei pinnacoli. Quando cadranno il loro destino sarà segnato. Crolleranno insieme a loro. E allora i nani che li popolano se la daranno a gambe. Racconta infatti la Saga delle Piramidi che tanto tempo fa, nella foresta di Pietralba, viveva una famiglia di nani. Andavano tutto il giorno in cerca di tesori da scambiare con gli abitanti dei villaggi in cambio di cibo. Un giorno videro un bagliore dentro una grotta. Era il tesoro su cui si era addormentata una strega. La vecchia aveva un potente talismano al collo. I nani si diedero da fare per rubarle tesoro e talismano ma il trambusto svegliò la strega. Sfregò l’amuleto e i nani furono trasformati nelle piramidi di terra. Se guardate attentamente, vedrete nei grigi pinnacoli i loro volti pietrificati. Lungo il cammino incontrerete diversi pannelli informativi che raccontano la storia geologica del territorio. Uno invita a prendere con le mani l’acqua del ruscello che scorre sotto e di versarla nella ciotola di Malstein. “Intingi il dito nell’acqua fresca e poi disegna il tuo sogno proibito sulla lastra di pietra. In poco tempo il desiderio scomparirà ma lo vedrai volare in cielo”.