Castagno di Piteccio
Castagno Pistoia
Consigliato da: Paolo Simoncelli
Castagno di Piteccio, il borgo-museo
Una minuscola colonia vive a Castagno di Piteccio, borghetto con decine di opere a cielo aperto. Ci sono sculture, affreschi, tra cui uno di Antonio Bueno, in tutto una sessantina. Li hanno realizzati gli artisti invitati a partire dagli anni ‘70 dallo storico dell’arte Tommaso Paloscia. Uno di loro, Matteo Raciti, durante il Borgo Museo Festival di tre anni fa, ha lasciato l’ultima opera, in terracotta, “Il Castello Ritrovato”. Stanno l’uno accanto all’altro gli artisti della Rive Gauche, così si sono battezzati. Il pittore Luciano Gelli, ritrattista, abita nella casetta che ha il gatto nero di Giuseppe Gavazzi sopra la porta. L’altro pittore, Pieralberto Luzzana, vive nella casa di fianco, accanto all’atelier dove dipinge scorci di vita. Abita insieme alla moglie Sara, la restauratrice che ha riportato alla vita le opere disseminate per il paese. Un altro artista, il fumettista Riccardo Innocenti, non abita più qui. Ha abbandonato la casa col murales della brasiliana Christiana Matos. Cosa si fa a Piteccio? Si parla degli orti, della salvia da mettere nei piatti, del profumo dell’acacia, del glicine a primavera, dell’olio, dei castagni dei boschi. Si parlava anche del tasso che viveva nello scolo dell’acqua accanto alla chiesa di San Francesco e faceva la cacca in un buco li vicino. “Oggi non c’è più”, dice Luciano, “perché la buca non esiste più”. Gli animali però non mancano mai: tassi, istrici, daini, cervi, cinghiali. Ogni tanto si vedono persino in paese. Mancano invece del tutto i servizi. Niente botteghe, bar, medico, parroco. Se serve qualcosa si va al negozietto-cooperativa di Piteccio. Una cosa a cui qui nessuno si abitua mai, è l’apparizione dei cieli stellati. “Ci sono poche luci”, dice Sara. “Sembra di essere nel Sahara”. E il bramito dei cervi a settembre. Un ruggito che squarcia la notte.

