Libreria Acqua Alta
5176b C. Longa Santa Maria Formosa Venezia
Consigliato da: Paolo Simoncelli
Libreria Acqua Alta, i libri in gondola
Nella più bella libreria del mondo, i libri vivono in una costante atmosfera d’allarme. Non stanno mai tranquilli. Hanno mille occhi. Per forza, abitano una libreria che sta in una delle zone più basse della città. Tra ottobre ed aprile, l’acqua nemmeno bussa prima di entrare. I libri sono duecentomila, di ogni età, forma, peso. Nuovi, di seconda mano, umidi, asciutti, rinsecchiti, ammuffiti, in italiano, lingua straniera, dialetto veneziano. Alcuni se ne stanno negli scaffali, altri per fronteggiare le alluvioni, fanno compagnia ai cinque gatti di Pino, il proprietario, accoccolati nei pancioni di gondole, tinozze, vasche da bagno, barchette appese qua e là. Nel giardino, i volumi più malaticci formano una variopinta scala di libri che come in una fiaba di Andersen si può salire per vedere il canale che scorre oltre il muretto. Un’accortezza: rimettete i libri dove li avete trovati. Non esistono cataloghi. Chi lavora qui usa solo la memoria. Se un libro cambia posto è perduto. Il 12 novembre 2019, con la marea a 187 centimetri, il disastro è stato inevitabile. Sommersi da un metro d’acqua, i libri presero a fluttuare come gorgonie. “Ne abbiamo persi tantissimi”, sospira Diana, anima e cuore del luogo,“però oramai la libreria è diventata un simbolo di Venezia e così, col disastro. è arrivata la solidarietà”. Veniva un groppo in gola nel vedere i cordoni umani che si passavano volumi ridotti a poltiglia. C’erano persino bimbi di prima media. Gente di tutte le età prendeva il treno pur di venire a dare una mano. Naturalmente, come sempre, dopo pochi giorni dall’alluvione, la libreria ha riaperto. Aveva di nuovo perso la battaglia. La guerra mai. Se muore la Libreria Acqua Alta, muore Venezia.

