Cantina Do Mori

429 Calle Do Mori Venezia


Consigliato da: Paolo Simoncelli

Cantina Do Mori, il Bacaro di Casanova

La Cantina Do Mori, tra i più antichi bacari di Venezia, pare sia in voga dal 1462. Un lungo corridoio con le damigiane dietro al bancone, un soffitto di pioli di rame e decine di pregiate etichette, testimoniano l’originaria rivendita vinicola. Anche il rustico arredo coi segni del passato racconta. Documenti e antichi tariffari appesi alle pareti insieme a vecchie foto del locale, certificano merci consegnate nel 1616. Sembra impossibile, dopo una trafila di negozi di paccottiglia e locali tracimanti volgarità, ritrovarsi in un bacaro tranquillo, dalle luci tenui, gli arredi caldi, dorati. Si percepisce l’autenticità perduta. In particolare, la cantina Do Mori conserva l’aura del più illustre avventore, Casanova. Era in questa taverna oscura, dotata di due entrate, che quel diavolo di un libertino, con la complicità di un’ombra, dava appuntamento alle sue amanti. Pronto a sgattaiolare dall’uscita secondaria quando qualche furibondo marito si presentava all’entrata. Sembra di sentirlo l’eco dei passi del tombeur de femme che se la dà a gambe. Pare che la doppia entrata sia ancora oggi una sorta di spartiacque che definisce la geografia dei clienti: veneziani se entrano da calle Galeazza, “foresti” se arrivano da calle dei Do Mori. La cosa certa è che ogni giorno qualcuno sistema dietro al banco montagne di paninetti, polpette, crostini e i famosi “francobolli”. Sono i tramezzini monoporzione della casa, farciti in mille modi: salmone, uovo, prosciutto, baccalà, lardo di colonnata, frittata, gorgonzola, gamberetti. Da innaffiare con un’ombretta de vin.