Là dove comincia il clima mediterraneo crescono aranci e si coltivano gli allori. Proprio al centro di Grottammare sorge l’antico Teatro dell’Arancio, edificato nel XVIII, che deve il suo nome alla rigogliosa pianta di agrume che un tempo fioriva all’ingresso, custodita da un incaricato comunale, scelto ogni anno, con tutti gli onori, tra le famiglie del paese, in cambio l’esenzione dalla tassa sui fuochi domestici. Strano a dirsi, visto che la cittadina marchigiana è alla stessa altezza di Vladivostok in Russia e dell’isola di Hokkaido in Giappone, ma qui il meteo è tutta un’altra storia. Lo storico borgo adriatico, vanta una temperatura media annua di 15° ed è il punto di riferimento geografico per il passaggio del 43° parallelo, inizio del clima mediterraneo. L’antico castello arroccato sulla collina affacciata sul mare, si trova alla latitudine massima a cui fioriscono gli aranci. È anche il luogo dove, secondo la tradizione, importata dai primi coloni arrivati dall’Anatolia, per la prima volta si è insediata una foresta della pianta sacra ai greci e ai romani, dedicata alla Ninfa Dafne e adorata da Apollo, l’alloro. Oggi l’alloro di Grottammare, sta richiedendo la certificazione IGP per le sue particolarità organolettiche e storiche e circa il 40% della produzione italiana arriva dai vivai della città.
L’alloro e gli aranci di Grottammare
Scritto il 27/06/2024
Testo e foto di Federica Botta e Alessandro De Rossi