La Bassa Friulana: duemila anni di storia e tutta la cultura della laguna, senza dimenticare le note multietniche di un territorio su tre confini, visitabili comodamente a piedi o in bici. La storia è quella di Aquileia da San Marco al Patriarcato, per finire con Napoleone. La “Mitteleuropa” degli Asburgo, quella che parla austriaco e croato, ungherese, sloveno e boemo, talvolta confusa con lo stile veneziano, si ritrova qua e là, nei palazzi, nelle ville nobiliari di campagna e persino negli agriturismi che offrono cucina tipica carnica e carinziana, carsolina e goriziana, slava e friulana. La Laguna comincia pochi chilometri più al mare, alle foci del Natissa, ma la ritrovi soprattutto nel “taj” e nel “toc’”. Per chi non è avvezzo al vernacolo locale, sta per: “bicchiere di vino” (taj), generalmente bianco (davanti a cui è tradizione raccontare storie, verità, leggende e pettegolezzi) e “intingolo di cose dell’orto dei terreni comuni” (toc’ in braide), fondamentalmente polenta di grano saraceno e verdure. Si possono acquistare e consumare direttamente “sotto alla frasca”, cioè in piccole taverne-rivendite che i contadini possono aprire stagionalmente sotto l’albero del giardino. Tradizionalmente si costruivano per riparare dal sole semplici tettoie di frasche e si esponeva un ramo fresco sul portone (la frasca) per indicare che lo spaccio era aperto e in funzione. Una delle specialità che qui non può mancare è la brovada e muset: cotechino servito su un piatto di rape bianche, macerate per due mesi nella vinaccia sino a quando non si tingono di rosa, pronte per essere cucinate con aglio e cipolla.
Aquileia, il Taj e il Toc in braide sotto la Frasca
Scritto il 27/06/2024
Testo e foto di Federica Botta e Alessandro De Rossi