Negli anni ’90 Santo Stefano era un deserto. Poche anime, un baretto, un ristorante. Case semidistrutte crepitavano di ricordi. Il giovane Daniele, discendente di una ricca famiglia di industriali svedesi che ha fatto fortuna col cemento, rimase folgorato. In fondo il paese era come lui: un mondo da ricostruire. E una vita da romanzo da ricordare: la morte del fratello per overdose, il padre alcolizzato, l’eroina, l’Aids, le prostitute di Cuba, un coltello puntato alla giugulare a Brazzaville, le coltellate di una fidanzata, la convivenza con Concettona, una camorrista dei Quartieri Spagnoli, il sogno di diventare cantante neo-melodico, il nonno che ha un albero nel Giardino dei Giusti a Gerusalemme, l’amore per ragnatele e muri scrostati. E quello che interessa, il recupero, la rinascita dei borghi dimenticati, che poi è anche la sua rinascita. Basta sfogliare I tormenti del giovane Kihlgren per saperne di più. A Santo Stefano di case derelitte Daniele ne acquistò un bel po’. Costavano una bazzecola. Era iniziata l’opera di rinascita: riportare la vita prima che la voce del passato sparisse per sempre. Recuperare il borgo esattamente com’era. Allora l’idea di un albergo diffuso nemmeno balenava nella mente di Daniele. Difficile mettere a fuoco i pensieri quando la malattia brucia i neuroni e causa deficit cognitivi. Nelle sue peregrinazioni, Daniele arriva spesso negli abissi di mondi dimenticati, tra zampe di ragni e pietre annerite da fumi antichi, a bordo della sua fedele due ruote. Chi azzarda il colore pensa che sia biondiccia come lui perché l’amica più fidata prima o poi incomincia ad assomigliarti. In moto David è arrivato a Santo Stefano di Sessanio, poi a Matera, ovunque. E infatti un paio d’anni fa ha avviato un progetto umanitario nell’isola di Nkombo, isoletta del Lago Kivu, in Ruanda, sempre a favore degli ultimi, dei dimenticati. La sua più cara amica è una vecchia Honda 400. La si vede di sfuggita anche ne “La Nostra Pietra”, il documentario di Alessandro Soetje dedicato a lui. Daniele il dissacrante, il ribelle, l’iconoclasta.
Santo Stefano di Sessanio, Daniele e i borghi recuperati
Scritto il 28/05/2024
Testo e foto di Paolo Simoncelli