Maria Lampo: forbici veloci e lino nel cuore di Positano

Viale Pasitea Positano

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A cura di:  Enrico Caracciolo | Foto di Giuseppe Di Martino

Dal 1946 una bottega tappezzata di foto storiche veste i viaggiatori con abiti su misura, tagliati e cuciti nel tempo di un bagno al mare.

L'insegna racconta una storia iniziata nell'immediato dopoguerra, quando il turismo di massa non aveva ancora toccato la Costiera Amalfitana. Era il 1946 quando Maria, con le sue forbici e un'intuizione, aprì questo laboratorio artigianale destinato a diventare un punto di riferimento geografico e stilistico. Il soprannome "Lampo" non è un artificio di marketing, ma la descrizione letterale di un metodo di lavoro nato per soddisfare i primi visitatori stranieri: prendere le misure, tagliare la stoffa e cucire il capo finito nel tempo di un bagno in mare o di un pranzo.



Tra parei colorati, sandali, costumi e prendisole, “straccetti luminosissimi, disegnatissimi, tagliati magistralmente, vestirsi d’estate a Positano ha significato negli anni ‘60 introdursi in una casta e assumerne d’incanto gli atteggiamenti deliranti della pazzia come deliberata scelta”. Oggi di quelle “pazze” pezze colorate rimane una frivola, delicata, allegra, semplice, elegante leggerezza. Bianca o colorata è una leggerezza che danza nel vento come un ricamo



Oggi varcare la soglia significa entrare in un archivio visivo prima ancora che in una sartoria. Le pareti sono quasi invisibili, interamente ricoperte da un collage denso di fotografie sbiadite, ritagli di giornale e dediche manoscritte. I volti di Dustin Hoffman, Colin Farrell e altre celebrità internazionali testimoniano il passaggio del jet set in questo spazio angusto ma vitale. Tra gli scatti storici, i rotoli di tessuto si impilano ordinati: lino fresco, cotoni colorati e le caratteristiche "pezze" come fazzolettoni e bandane, ma anche pantaloni e costumi coloratissimi. Oggi Concetta ed Emilia, figlia e nipote di Maria, proseguono l'eredità tecnica della fondatrice, realizzando pantaloni e abiti che uniscono la praticità balneare all'eleganza sartoriale italiana. Qui l'acquisto di un capo trascende la transazione commerciale per diventare testimonianza di un'epoca in cui la velocità era sinonimo di maestria manuale e non di produzione industriale.